L’edificabilità da capogiro su uno dei miei terreni

Alla fine di Novembre “qualcuno” che conosceva bene la nostra storia, si preoccupa di comunicarci una notizia, di notevole interesse: il Casale non ha nessun Vincolo di tutela architettonica ma invece il terreno di mia proprietà confinante con le terme del Bagnarello e con i terreni di proprietà Agraria e Confraternita ha un indice di edificabilità da capogiro. (fig. 59) Non ci crediamo.  Ma allora che storia è questa? Che non fosse vincolato non lo sapevamo, che non avessimo fatto che dei rialzi modesti e nulli lo sapevamo …e allora? Il Piano Regolatore del Comune di Tolfa all’epoca dell’acquisto, e cioè a gennaio 2001, prevedeva sui nostri terreni agricoli un indice di edificabilità quasi nullo, in altre parole era permesso costruire appena un ricovero agricolo di pochi metri quadri.

Invece dopo poco più di un mese che ne ero proprietaria, l’indice di edificabilità era cambiato in “zona agricola con suscettività d’uso turistico … ricettivi, attraverso programmi integrati d’intervento d’iniziativa pubblica o privata …” recita il Piano Regolatore Generale. (fig. 59)

Un indice di edificabilità di assoluto interesse. Corrispondente a circa 8.700 metri cubi = una trentina di villette su circa cinque ettari di terreno di nostra proprietà e sgravato dall’uso civico.

Non sapevamo di questa enorme opportunità di costruire anche perché il certificato di destinazione urbanistica lo avevamo richiesto prima dell’acquisto e con il progetto già approvato, quindi non potevamo saperlo e nessuno ce lo aveva mai detto, anche durante i vari incontri con tecnici e politici. (Dopo capimmo anche la visita a luglio dell’assessore e dei due che si occupavano di Costruzioni e turismo… ma era anche il periodo dei Patti territoriali degli Etruschi)

Intanto richiedo al Ministero dei Beni culturali di sapere se la mia casa ha qualche vincolo di tutela architettonica. A fine dicembre 2003 il Ministero dei Beni culturali emette certificato di esito negativo. (fig. 53) Il vincolo di tutela non esisteva neanche nella variante generale al Piano Regolatore Generale. Neanche quello era mai esistito. (fig. 28-52)  Eppure le due professioniste e il geometra comunale dichiaravano e firmavano che era vincolato, anzi perimetrato da un cerchietto rosso. Assurdo. Niente di più falso. (fig. 27 – 55- 56-57) Un anno prima invece il geometra non lo scriveva (fig. 54)

Dal Comune continuavano imperturbabili a sostenere la tesi dell’edificio vincolato. Scrivevo e non rispondevano (fig. 75 -76 )  A novembre dello stesso anno, il Geometra Comunale rilasciava il Certificato Destinazione Urbanistica e dichiarava “Sul fabbricato esistente, si applicano le norme di salvaguardia relative l’art. 35 della variante generale al Piano Regolatore Generale.” in altre parole  “il casale della Fontana del Papa è sottoposto a vincolo di tutela” . (fig. 55 – 56 – 57). Il Segretario Comunale invita il geometra “dopo colloquio in merito alla problematica” a tenere conto delle precisazioni dei redattori del piano riguardo al vincolo che avevano scritto (fig. 56 )

e cioè “.. la volontà dei progettisti è quella di sottoporre a tutela il fabbricato menzionato, indipendentemente dal posizionamento del cerchio rosso…” (fig.51)

E come si poteva uscire da questo nodo scorsoio, da questi loro giochi  di parole e propositi?

Avevo messo nero su bianco più di una volta  “il casale della Fontana del Papa non è vincolato, e non ho commesso gli abusi di rialzi di cui mi accusate” avevo pianto e urlato senza mai ottenere risposta. Ricordo che per una intera mattinata piansi nella stanza accanto all’ufficio urbanistica del Comune…

Ero finita in mezzo ad un pantano di guai con la peggiore delle accuse: abuso edilizio grave e su edificio vincolato nonostante avessimo lavorato in scienza e coscienza.

La comunicazione di esito negativo era subito portata a conoscenza del Sindaco, dell’intera Giunta, del Segretario Comunale, dell’assessore, dell’intero Consiglio Comunale, e soprattutto all’ingegnera, all’architetta e al geometra. Fanno orecchie da mercante, non rispondono nulla. (fig.62)

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I documenti pubblicati sono presso il Comune di Tolfa e presso la Procura di Civitavecchia.

Il libro corredato da  circa 150  documenti è reperibile a Tolfa, Allumiere. A Viterbo presso il Museo Colle del Duomo.  A Santa Marinella Libreria “Il filo di Sofia”. Edicola della Stazione ferroviaria di Civitavecchia. A Oriolo Romano “La Matita” e Manziana  edicola vicino alla scuola elementare

Il libro è stato pubblicato a totale ed esclusico carico dei costi dall’autore