2003 Procedimenti Mentali e accurati studi

di assuntinantonacci

“Procedimenti mentali, e studi accurati delle normative vigenti” proprio così. (fig. 46)

Dopo quell’ordinanza di demolizione non pensavo ad altro che a scrivere, e inizio a mandare note a un numero infinito di gente, politici di fama, associazioni di donne, commissioni europee. Quasi nessuno ha mai risposto, eccetto la commissione e il difensore civico europeo che m’informava riguardo la non competenza a procedere.

………..una donna  risponde ….. Non ci posso credere. Vuole capire e un giorno viene a trovarci. Legge le carte. “Non è possibile. Non è possibile” mormorava scorrendo i fogli.

Uno spiraglio, una luce, qualcuno finalmente ci ascolta. Qualcuno che vuole capire. Una Donna.

Al Comune invece si divertono col pennarello rosso e blu. (fig. 39-40)

in questa cartellina erano inseriti i miei documenti

Infine che male c’è, sono tutti giovani. Procedono con le comunicazioni in Procura, le accuse vanno sempre più aggravandosi.

Un amico avvocato mi consiglia di richiedere gli atti propedeutici alle ordinanze, così faccio (fig. 45) L’architetta e l’ingegnera rispondono subito “Procedimenti mentali e accurati studi – tali atti non sono trasferibili.” (fig. 46)

Leggiamo e rileggiamo più volte. Procedimenti mentali? Accurati studi.  “Ma che scrivono?” sarà “procedimenti penali“! macché è proprio “procedimenti mentali

Dispongono di demolire casa e come motivazione, scrivono: procedimenti mentali e accurati studi.

Oltre il danno, pure la beffa. Offendono e ci prendono in giro  in continuazione.

A fine ottobre 2003 due carabinieri arrivano a casa nostra, Andrea che all’epoca aveva 9 anni,  mi chiama: ” mamma ci sono i Carabinieri“, il cuore salta in gola ancora  “Signora non si preoccupi non è nulla, è solo una convocazione!” I due molto gentili, mi consegnano un invito a presentarmi alla locale Caserma dei Carabinieri dove sarò ufficialmente informata di essere indagata per un reato molto grave. (fig. 47)  Come dire, con lo stesso addebito che se avessi demolito il Colosseo e costruito al suo posto tante palazzine.

Il Sostituto Procuratore dopo aver letto “abuso su un edificio vincolato” aveva l’obbligo di procedere all’iscrizione sul libro degli indagati e avviare il procedimento penale a mio carico. Era fatta, ero indagata. Ero formalmente una delinquente. Dovevo solo pensare a difendermi. Dovevo solo pensare a trovare i soldi e tanti per difendermi.

Intanto il vicino campagnolo riscrive al Comune e alla Procura, stavolta usa il pc  (fig. 48)

Ma anche una serie di situazioni incredibili e difficili da raccontare da parte dei funzionari del Comune. In una nota inviata ai redattori del Piano Regolatore, (fig. 50) tentano di correggere la mappa catastale vecchia di anni e anni “ … da un attento esame si è notato che … Il toponimo (Fontana del Papa) nelle tavole di azzonamento del territorio … risulta erroneamente leggermente traslato rispetto a quella che è la sua reale posizione”.

Insomma pretendevano di spostare addirittura le località sulla mappa catastale.

Sconcertante invece quanto viene risposto “..si precisa che la volontà dei progettisti è quella di sottoporre a tutela il fabbricato menzionato, indipendentemente dal posizionamento del cerchio rosso…” (fig.51)

Ma ancor più inquietante quanto scrive il Segretario Comunale. (fig. 56 -80)

Non è possibile. Non è possibile.

Ovviamente di tutte queste note intercorse, noi non ne sapevamo nulla, solo dopo ne verremo a conoscenza

—–o0o—–

I documenti pubblicati sono presso il Comune di Tolfa e presso la Procura di Civitavecchia.

Il libro corredato da  circa 150  documenti è reperibile a Tolfa, Allumiere. A Viterbo presso il Museo Colle del Duomo.  A Santa Marinella Libreria “Il filo di Sofia”. Edicola della Stazione ferroviaria di Civitavecchia. A Oriolo Romano “La Matita” e Manziana  edicola vicino alla scuola elementare

Il libro è stato pubblicato a totale ed esclusico carico dei costi dall’autore

Annunci