Ordinanza di demolizione

di assuntinantonacci

Era una giornata luminosa e calda di primo autunno, mi trovavo nell’orto vicino alla fontana quando Giuseppe, il messo comunale, è arrivato. “Mi spiace, davvero, purtroppo devo farlo io, devo notificarti questa roba, che vergogna. Non sarei mai voluto venire.”

Il 3 ottobre 2003, il giorno dopo la delibera di consiglio “per aiutarci” l’Ufficio Tecnico Comunale firma l’Ordinanza di demolizione delle opere ritenute abusive. (fig. 42) Tutti i tetti del Casale della Fontana del Papa, della nostra casa. Qualora non avessimo dato seguito alla demolizione visto  che dichiarano che l’edificio è vincolato, un articolo di legge inserito nell’Ordinanza prevede il passaggio di proprietà della nostra casa e del terreno di pertinenza al Comune di Tolfa che ne avrebbe disposto a piacimento la destinazione, anche la vendita.

Dopo tale disposizione avemmo un solo grande dubbio “Come facciamo? Paghiamo l’avvocato per il ricorso avverso l’Ordinanza o paghiamo le porte?”.

Decidiamo di continuare a lavorare inseguendo quel nostro sogno di portare a casa i nostri figli. Era troppo insensata la storia della demolizione, in Comune si erano sbagliati. Lo dicevano tutti. O meglio, è troppo assurdo, per essere vero. Demolire non era possibile. Me lo dissero pure loro “ Non  penserai davvero di demolire!”

Tutti, Sindaco, vice, assessori ripetono rassicurandoci “ E’ uno sbaglio, si troverà una soluzione.”

State tranquilli, siete in una botte di ferro e poi…. con due cugini in giunta …e chi vi tocca!!!!” Chi disse queste parole sapeva che questo era una garanzia sull’operato e sulla trasparenza e correttezza degli uffici pubblici… a ripensarci…ad un orecchio disattento, come possono dei cugini disinteressarsi della sorte e della vita di un loro stretto congiunto, della sua famiglia, come possono avallare un falso palese?

Continuiamo a lavorare pur avendo due provvedimenti così gravi, la sospensione dei lavori e la demolizione dei tetti.

L’assessore, quello che ci era venuto a trovare a luglio, telefona, torna a trovarci, ci ha fatto un favore dice: “Sono riuscito a far allungare i tempi per la demolizione, 180 giorni. La legge ne impone novanta di giorni. Intanto vediamo se possiamo sistemarvi con l’ufficio tecnico.” Non solo, ci porta anche dei fogli con sopra le leggi che regolano la demolizione. Per ringraziarlo gli regaliamo due buste piene d’insalata che gradisce contento. Più tardi avremmo capito  perché era contento. Non era per l’insalata.

Claudio seduto su un sacco di cemento, appena andato via l’assessore con l’insalata, più a se stesso disse “Non mi fido, non farlo più entrare qui, porta solo malaugurio.. la malasorte esce dalla pelle avvinazzata …m’è parso un prete, caccialo via…”

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I documenti pubblicati sono presso il Comune di Tolfa e presso la Procura di Civitavecchia.

Il libro corredato da  circa 150  documenti è reperibile a Tolfa, Allumiere. A Viterbo presso il Museo Colle del Duomo.  A Santa Marinella Libreria “Il filo di Sofia”. Edicola della Stazione ferroviaria di Civitavecchia. A Oriolo Romano “La Matita” e Manziana  edicola vicino alla scuola elementare

Il libro è stato pubblicato a totale ed esclusico carico dei costi dall’autore

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